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Perché documentare è un ottimo modo di creare contenuti

Scritto da Alessandra Arpi

 documentare è creare ottimi contenuti

Mi sono accorta che quando parlo ai clienti di creare contenuti per la propria presenza online spesso si scatena il panico: cosa creo? Da quale calderone pesco questa gran quantità di contenuti – utili, informativi, coinvolgenti, divertenti – da proporre sul blog, sui social media o nella newsletter? Il problema è che in questa ansia da prestazione ci si ritrova a costruire dal nulla foto, post e testi che non ci rappresentano affatto, proprio per la smania di dover per forza creare qualcosa di straordinario, di perfetto. Il risultato è uno scollamento profondo tra ciò che veramente si è (in quanto azienda o professionista) e ciò che si vuole a tutti i costi mostrare online. All'inizio io stessa facevo fatica a capire quale fosse il contenuto giusto per raccontarmi. Mi arrovellavo per trovare IL contenuto. Insomma, spesso andiamo a cercare ovunque tranne lì, davanti al nostro naso. Proprio dove si trova la via più efficace.

 

Documenta ciò che fai


L'argomento del raccontarsi e del documentare il proprio lavoro è una delle cose su cui insisto più spesso quando ragiono con un cliente sulla propria presenza online. Non è un concetto immediato, perché raccontarsi non è per niente semplice (e fa paura).
Ma riflettiamoci: le persone, se cercano un dietista online per esempio, non vogliono leggere quanto sia bravo; chi direbbe mai di non esserlo? Vogliono sapere invece perché è bravo, perché fa per loro. Come lavora, quale sia il suo metodo, il suo rapporto col paziente, l'approccio, le tempistiche. Tutte cose che non vanno inventate ma solo documentate. Ecco che creare contenuti smette di essere un arcano segreto e ritorna a essere un concetto semplice - non che sia veloce né facile farlo, ma è una strategia chiara e ha delle linee guida precise.

Rispondi alla curiosità di chi ti cerca

Poco tempo fa ho poi trovato un articolo molto bello di Gary Vaynerchuk che parla proprio di questo. Si intitola Document, Don’t Create: Creating Content That Builds Your Personal Brand.

Think about it: you can ponder about the strategy behind every post and fabricate yourself into this “influential person”… or you can just be yourself.

Anche perché poi diciamocelo, cercare di essere qualcun altro, di impressionare sempre, è una faticaccia. Documentare ciò che si fa è oltretutto il miglior modo per rispondere alle curiosità di chi atterra sui tuoi social media o sul tuo blog. Curiosità sul tuo lavoro, non quello del tuo settore perché tutti fanno così. Ma sulle tue specificità.

Documenting your journey versus creating an image of yourself is the difference between saying “You should…” versus “my intuition says…”. Get it? It changes everything. I believe that the people who are willing to discuss their journeys instead of trying to front themselves as the “next big thing” are going to win.

costruire contenuti perfetti non serve?
Lascia perdere i trucchi e le regole definitive

In quest'ottica si capisce che non è necessario condividere segreti del mestiere, strategie definitive e grandi arcani che funzionano sempre. Forse è meglio parlare di ciò che ha funzionato per noi. Del metodo che applichiamo nel nostro lavoro. In proposito ho letto un post davvero onesto – e divertente – di Alessandro Mazzù che si intitola Cliente, ecco come riconoscere i post fuffa ed è riferito al settore del web marketing. Ma la questione è applicabile a tutti gli altri settori. Lasciamo perdere i trucchi e le verità assolute, cerchiamo di documentare il più possibile il nostro lavoro e le sue peculiarità.

Documentare il proprio lavoro è fare storytelling?

Quando si parla di documentare per creare contenuti si intende semplicemente raccontarsi – e riuscire a farlo bene. Questo ha a che fare con lo storytelling? Parecchio. In proposito cito la definizione di storytelling data da un libro che consiglio non solo a chi si occupa di comunicazione online ma a chiunque nella vita affronterà un colloquio, un discorso pubblico, una conversazione qualsiasi. È di Margot Leitman e si intitola Long Story Short. In una delle prime pagine Margot ci tiene a chiarire cosa sia lo storytelling:

Storytelling is recounting a true experience from your life that has a beginning, a middle and an end.

Un'esperienza vera dalla nostra vita. Nulla di straordinario se non per il fatto che parla del nostro rapporto con qualcosa. Nel caso del personal branding con la propria professione.

It doesn't matter how big or small your story is, as long as you were affected by it.

Raccontare il proprio lavoro in modo veritiero, magari anche creativo, è a tutti gli effetti storytelling. Con un obiettivo, certo, ma non ha bisogno di mirare alla perfezione. Esistono formule specifiche per mettere in piedi una grande storia, ma per cominciare basta documentare ciò che si fa.

I can honestly say that when I started storytelling – speaking openly about my experiences – my life changed for the better. I started having sincere relationships with people right away, instead of hiding behind bravado or small talk.

Non si tratta di diventare maestri nel raccontare storie: si tratta di imparare a creare contenuti raccontando la propria.

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Questo l'ho scritto io
Alessandra Arpi
Author: Alessandra ArpiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sono giornalista e web writer, mi occupo di raccontare online le storie di professionisti, enti e aziende.
Ho vissuto in America, un po' ci ho lasciato il cuore, amo il sushi e faccio le orecchie ai libri.